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Denis Falconieri al Rifugio Il Biancospino a Delianuova in Aspromonte

Un'idea di futuro

denis falconieri

La prima volta che ho messo piede in Calabria era il 2021, e forse io non ero pronto per quella regione. Il primo impatto era stato ruvido, quasi respingente, come un mare in tempesta che non ti vuole. Poi ero salito sulle montagne dell’Appennino Calabro, avevo scoperto le foreste infinite della Sila e qualcosa si era ricomposto. In quei silenzi, tra boschi e strade sospese, avevo intuito che esisteva un’altra Calabria, che anche grazie alle montagne vibrava sulle mie stesse frequenze.
Guidando tra quelle montagne, che mi avevano accolto con silenzi che parlano più forte delle parole, avevo visto dei cartelli nuovi di zecca: ‘Ciclovia dei Parchi della Calabria’ dicevano, piantati come promesse lungo strade che sembravano non portare da nessuna parte. E a quel punto, mi sono annotato una promessa in un angolo della mente: prima o poi sarei tornato in bicicletta.
Sono bastati pochi anni per dare gambe al progetto: a maggio del 2025, con due amici e con la bici carica di quella leggerezza che si ha quando si sa di avere davanti qualcosa di grande, ma ancora indefinito, sono partito da Laino Borgo per attraversarla tutta e per scrivere una guida. Otto tappe, dal Pollino fino allo Stretto. Non cercavo solo un itinerario, non volevo che fosse solo una ricerca delle informazioni da inserire nella guida: cercavo la conferma di quella intuizione.

01 Partenza Pollino Denis Falconieri

Il viaggio
Fin dall’inizio ho sentito che la Ciclovia non era più un’idea acerba, ma un filo teso che teneva insieme montagne, paesi, storie. Pedalare lì significa attraversare un progetto che nel frattempo è cresciuto, fino a diventare una delle esperienze cicloturistiche più significative del paese senza perdere la sua natura essenziale di viaggio fatto di fatica, distanza e lentezza.
I primi giorni nel Pollino sono stati una dichiarazione d’intenti. Spazi ampi, silenzi profondi, salite che ti costringono a trovare un ritmo e a rispettarlo. La bici, come sempre, è un ottimo insegnante: non puoi barare, non puoi avere fretta. Ogni metro te lo devi guadagnare, ma proprio per questo ogni panorama diventa una conquista.

02 Ampollino Denis Falconieri

Poi è arrivata la Sila, e con lei la pioggia che ci ha fatto tastare i rigori primaverili di queste montagne: due giorni di freddo e acqua insistente, che si infilava dappertutto. Le mani gelide sul manubrio, le chiacchiere ridotte al minimo, lo sguardo basso per non perdere la strada. Non era la Calabria da cartolina, quella, e forse proprio per questo era quella giusta. Pedalavamo dentro una dimensione più essenziale, dove la bellezza non si concedeva facilmente ma, quando lo faceva, aveva un sapore più intenso. Ricordo il rumore delle gomme sull’asfalto bagnato, la strada che scompariva dietro la nebbia fitta, e quella complicità silenziosa che nasce nelle piccole difficoltà condivise. Non serviva dirsi molto, bastava continuare a pedalare.

03 Tiriolo Denis Falconieri

E poi è tornato il sole che ci ha regalato un tramonto indimenticabile a Tiriolo, con il profilo inconfondibile dello Stromboli all’orizzonte e la magia dei colori che solo il mare riesce a dipingere.
Pedalando tra le Serre e l’Aspromonte ho sentito crescere una specie di gratitudine. Per la strada, per il tempo, per quella Calabria che non si concede subito ma che, quando lo fa, lo fa senza riserve. L’Aspromonte, in particolare, mi è rimasto addosso con la sua durezza e la sua verità. Non cerca di piacere, non si addolcisce. Ti chiede un atto di fede per poi ripagarti con grande generosità.
E dopo Gambarie, l’arrivo a Reggio Calabria è stato quasi improvviso. Passati tanti giorni a salire e scendere, il mare dello Stretto è apparso come una linea che mette fine al viaggio e allo stesso tempo lo apre verso altre possibilità. Mi sono fermato a guardarlo con la sensazione precisa di aver attraversato qualcosa che non era solo uno spazio geografico, soprattutto grazie agli incontri: ogni giorno qualcuno che aveva una storia da raccontare, persone partite e poi tornate a vivere in quei luoghi che altri considerano marginali.

 04 verso Gambarie Denis Falconieri

La Ciclovia non è solo una linea su una mappa, ma una possibilità concreta: quella di dare un’opportunità di vita a territori fragili e alle comunità che li abitano.
Ripensando a quei giorni, mi accorgo di come certi viaggi abbiamo un potere trasformativo che altri non hanno: nel 2021 avevo intravisto una possibilità, nel 2025 l’ho percorsa davvero. E nel farlo ho scoperto che quella Calabria, fatta di montagne, paesi e persone, non era solo un luogo da raccontare, ma un luogo capace di restituire senso. E dopo averla pedalata ho capito per davvero che la Ciclovia dei Parchi non è solo un percorso che unisce il Pollino, la Sila, le Serre e l’Aspromonte, ma è un’idea concreta di futuro, un filo sottile che tiene insieme territori marginali e li rimette al centro.
Sono tornato a casa con le gambe stanche e la testa piena di immagini che si sovrappongono di sensazioni profonde e ricordi indelebili, ma soprattutto con quella sensazione precisa di aver ricevuto un regalo stupendo.

Ah, la guida ‘La Ciclovia dei Parchi della Calabria’ (Terre di Mezzo editore) è stata pubblicata a febbraio 2026, e scriverla è stato un altro grandissimo regalo.

05 Reggio Calabria Denis Falconieri

denis falconieri, giornalista e appassionato di viaggi, anche in bici, ha scritto diverse guide per Lonely Planet, tra cui quella della Calabria. È autore di programmi televisivi dedicati all'outdoor e ai viaggi per RAI Valle d'Aosta. Nel 2026 ha pubblicato con Terre di Mezzo la Guida della Ciclovia dei Parchi della Calabria.

 

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