Giorni e giorni pieni di meraviglia nell’entroterra calabrese

Un viaggio in perfetta sintonia con l’attenzione all’ambiente di cui la bicicletta è simbolo, e salutando a fine viaggio il Pollino dopo una panoramica discesa verso il mare.

Ho percorso la Ciclovia dei Parchi della Calabria nell’agosto 2021 insieme al fotografo Paolo Ciaberta. Da sud a nord, dall’Aspromonte al Pollino, attraverso Serre e Sila, raggiungendo la Calabria da Torino in treno.
I giorni percorsi a pedalare nell’entroterra calabrese sono stati pieni di meraviglia, per la bellezza e la varietà dei paesaggi, per l’accoglienza delle persone che abbiamo incontrato e per alcune delle tante realtà di valorizzazione del territorio e di ospitalità diffusa che abbiamo conosciuto.

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Il paesaggio incanta. Si passa dai boschi di altissimi faggi dell’Aspromonte circondati da tappeti di verdi felci ai paesi e borghi delle Serre, con le antiche ferriere di Mongiana e la Certosa di Serra San Bruno e il balcone della Calabria di San Nicola Da Crissa. Nel Parco della Sila domina il giallo ocra dei campi, che contrasta con il verde acqua dei laghi. E poi il massiccio del Pollino, con la sua vastità.
Anche il clima cambia, pur pedalando in giornate calde, abbiamo beneficiato dell’ombra dei boschi, dell’altura e del vento rinfrescante e delle numerose fonti d’acqua nella prima parte del viaggio, ma poi abbiamo vissuto le calde giornate del Pollino, rallentando ritmi e riducendo la lunghezza delle tappe.

Elisa Gallo versoilmare

Il percorso della Ciclovia è su strade secondarie e poco trafficate. Pedalando nei parchi capitano pochi incontri, qualche mandria al pascolo qualche altro viaggiatore o lavoratore dei campi, ma quando ci si ferma nei paesi, l’accoglienza è garantita e ci si sente un po' a casa: non mancano utili consigli gastronomici, luoghi da vedere, aneddoti o semplici scambi di esperienze di vita accompagnati dall’offerta di un caffè.
La Ciclovia svela anche le tante realtà che con passione, competenza e amore per la propria terra lavorano per valorizzare la regione. Penso al rifugio Il Biancospino, un’oasi di pace circondata da fiori e campi, tappa ideale per visitare l’Aspromonte, o i ragazzi del Boschetto fiorito, che dopo esperienze e studi in giro per l’Italia sono tornati ad Antonimina per avviare un progetto di ospitalità diffusa: qui si può dormire in mezzo al bosco o dormire nelle case degli abitanti del piccolo paese, tra Aspromonte e il mare di Locri.

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Utile per la logistica è stato il supporto di Hitinero, che con più sedi nella regione offre noleggio e-bike, assistenza tecnica e ciclomeccanica e tour guidati.
Ospitalità diffusa e un ricco museo naturalistico “fuori dagli schemi” – con collezioni di mammiferi, uccelli, insetti, minerali e fossili, che raccontano fauna, flora, geologia e paleontologia del Pollino – si trovano nel grazioso borgo di Morano Calabro, ai piedi del Pollino. Qui abbiamo dormito in una delle antiche case ristrutturate e arredate con cura e attenzione all’ambiente, con oggetti e arredi recuperati e riportati a nuova vita. E poi la Catasta del Pollino, in località Capotenese, il luogo in cui conoscere il Parco in ogni suo aspetto.

„Un viaggio inaspettato, che in pochi giorni ha mostrato un territorio che merita di essere scoperto, e la bicicletta è ancora una volta il mezzo ideale per farlo...“
Elisa Gallo [giornalista]
Il reportage del viaggio è disponibile qui  icona link esterno

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